L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riconosce alla regione europea un ruolo di leadership mondiale nell’eliminazione degli acidi grassi trans, che sono strettamente associati a un maggior rischio di malattie cardiovascolari e che mostrano un legame con diversi tipi di cancro. Danimarca, Austria, Ungheria, Islanda, Norvegia e Svizzera li hanno praticamente vietati attraverso limiti fissati da normative statali, mentre altri si sono affidati all’autoregolamentazione.

Nonostante i progressi compiuti, la mancanza di politiche o di divieti in numerosi paesi mantiene alto il livello di preoccupazione, dato che alimenti popolari con alti livelli di grassi trans sono ancora disponibili e la maggior parte dei consumatori lo ignora. In alcuni gruppi di popolazione, in particolare tra le persone più povere, il consumo di alimenti ricchi di grassi trans può essere elevato. L’Ufficio europeo dell’Oms evidenzia che, secondo i dati di un recente studio, in alcuni paesi dell’Est europeo il consumo giornaliero di acidi grassi trans può arrivare a 30 grammi, quando è stato dimostrato che un consumo di cinque grammi aumenta del 23% il rischio di malattie coronariche. I grassi trans si trovano comunemente in alimenti trasformati contenenti oli vegetali, come alcuni tipi di margarina, diversi alimenti trasformati e confezionati, prodotti da fast food, patatine e prodotti da forno.

Nel presentare l’European Food and Nutrition Action Plan 2015–2020, l’Ufficio europeo dell’Oms afferma che un divieto generalizzato eliminerebbe la preoccupazione sul consumo elevato di questi acidi grassi trans da parte dei segmenti di popolazione più vulnerabili. Il divieto, però, dovrebbe essere attuato nel contesto di un generale miglioramento nutrizionale dei prodotti senza per questo aumentare la quota di grassi saturi.